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Ritrovato relitto nelle acque di Capaccio-Paestum

Antonio Petrone 23-10-2019  La Campania terra ricca di storia e cultura  strabilia con il ritrovamento nelle sue acque di ricordi di 76anni fa. E’ accaduto proprio in questi giorni, che su segnalazione forse di qualche pescatore nelle acque di Capccio-Paestum siano stati fatti degli importanti ritrovamenti. I Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Napoli (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), si sono immersi nelle acque di Capaccio-Paestum, dopo la segnalazione della presenza di un relitto di un mezzo da sbarco affondato molto probabilmente nel corso delle operazioni che il 9 settembre del 1943 videro le truppe Alleate sbarcare su quel litorale per poi marciare alla volta di Napoli. subacquei della Marina Militare hanno quindi trovato il relitto di un mezzo da sbarco statunitense con a bordo diverse casse di munizioni di vario tipo e numerosi rotoli di miccia. Come da prassi hanno effettuato un’attenta e minuziosa ricognizione subacquea, con l’utilizzo anche di un sofisticato metal-detector, delle zone limitrofe. Questa indagine gli ha consentito di rintracciare sia altri proiettili sia attrezzi da lavoro e pezzi di rispetto di armamenti. Allargando il raggio della ricognizione, a circa 400 metri dal relitto, è stato trovato un carro armato statunitense in apparente ottimo stato di conservazione. Il mezzo cingolato era parzialmente insabbiato, con una porzione della portella di chiusura della torretta aperta attraverso la quale non è stato possibile accedere all’interno a causa delle ridotte dimensioni del passaggio. Sono in corso le operazioni di rimozione e riposizionamento in zona di sicurezza del materiale esplodente che, salvo condizioni meteo avverse, verrà fatto brillare nella tarda mattinata del 25 ottobre. Le operazioni di recupero del materiale pericoloso sono molto complesse a causa della vastità dell’area da perlustrare che si trova a circa 2 miglia dalla linea di costa, ad una profondità compresa tra i 20 ed i 25 metri. Secondo alcuni il carro armato potrebbe essere  un modello Scherma Anfibio, se così fosse sarebbe il terzo ritrovamento fatto nei nostri mari. Anni fa  uno stesso esemplare fu ritrovato nelle acque di  Salerno, ma mentre lo si stava recuperando l’imbracatura si ruppe e il carro affondò di nuovo.Gruppo Comsubim in  azione sul relitto 

Come dicevo, non è la prima volta che si verificano dei ritrovamenti nelle nostre acque, infatti già agli inizi di settembre . Con un’immersione record di oltre 8 ore un noto sub ligure, Andrea Bada, è riuscito a rintracciare al largo di Acciaroli una nave da guerra americana risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il sub ha raggiunto il relitto “William W. Gerhard” a 184 metri di profondità dove era adagiato sul fondale marino da 76 anni. “È stata un’esperienza da brividi – ha dichiarato il sommozzatore ligure – frutto di un lungo lavoro di squadra. È stato emozionante vedere tutta integra la parte della poppa”. Si è trattato di un’immersione complessa che solo pochi al mondo riescono a compiere. Il relitto sembrerebbe l’unico di quel tipo ritrovato nel Mediterraneo. La notizia è subito rimbalzata oltreoceano dove per la Marina americana si tratta di un evento unico. Ora dagli Usa partirà una commissione tecnica per proseguire la ricerca storica. “Abbiamo iniziato nel 2015 con Guglielmo Mazziotti e Pietro Cacciabue – racconta Bada – due inverni e due estati a cercare un punto sul fondale. Non sapevamo che fosse un Liberty americano armato fino ai denti ma lavoriamo ad un documentario e quindi ci interessava andare a vedere. Lo scorso anno avevamo trovato e esplorato l’Umaria, una nave inglese affondata nel primo conflitto mondiale che è adagiata su un fondale di 170 metri. Ma qui si doveva andare oltre il limite. Questa nave è spezzata in due ed è adagiata su un fondale a -184 metri. Ho pianificato tutto assieme a Ivano Predari, la persona che scende sempre con me nelle immersioni e nelle esplorazioni profonde”. “Non poteva essere una toccata e fuga – aggiunge – serviva una permanenza sul fondo per quasi venti minuti. A noi si è unito Luca Parodi per coordinare tutti gli uomini poi Stefano Antolini come archeologo subacqueo assieme ad Alessandro Franco, Gabriele Baratta e Guglielmo Mazziotti, del diving Elea Sub Cilento, loro per fare assistenza fino a -40 metri, ed ancora Pietro Cacciabue e Maurizio Fongaro per farci il cambio bombole in risalita a -50 metri. Abbiamo previsto tutto per essere in sicurezza durante le 6 ore di decompressione grazie all’aiuto del pescatore Enzo Squillaro che assieme a Guglielmo ha scandagliato il punto alla perfezione”. “La discesa è stata mozzafiato –conclude – siamo scesi alla velocità della luce per sfruttare il più possibile il tempo di fondo, a -160 abbiamo iniziato a vedere il gigante, una delle torri del castello dove alloggiavano il deposito munizioni per ognuna e una delle mitragliatrici della contraerea da 20 millimetri”.

La William W. Gerhard

La nave Liberty ritrovata 

La SS William W. Gerhard era una nave della classe Liberty, il tipo di nave da carico più diffuso della marina americana, ne furono costruiti, infatti, 2710 esemplari ed aveva una stazza di 7106 tonnellate. La Gerhard, varata nel maggio 1943, partì per il suo ultimo viaggio da Casablanca il 14 settembre 1943, aveva 81 membri di equipaggio e trasportava 191 soldati inglesi e 1440 tonnellate tra munizioni e carburante. La nave fece tappa a Malta il 19 settembre per completare il suo carico ed il 21 nelle acque cilentane (40°07’N-14°43’E) alle ore 9,10 fu colpita sotto la linea di galleggiamento da 2 siluri lanciati dal sommergibile tedesco U593. La Gerhard fu soccorsa dalle navi USS Moreno, USS Narragansett e dalla HMS Weazel, ma fu impossibile salvarla e dopo una lunga agonia affondò con un violento scoppio il 22 settembre alle 10,55. L’affondamento causò la morte di 2 membri dell’equipaggio e nove feriti trasportati sulla nave ospedale HMHS Vita. L’U-boat 593 varato nell’ottobre 1940 era comandato da Gerd Kebling, svolse il suo ruolo nel Mediterraneo sino al suo affondamento il 13 dicembre del 1943. A rivelarlo il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale che ha illustrato, nel dettaglio, la storia della nave.  A compiere l’affondameto fu U-593 comandato dal  Comandante tedesco Gerd  Kelbling