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L’inosservanza della Costituzione e delle moratorie internazionali, sul commercio di armi nell’azione insensata del governo Italiano.

Il Cargo Bahri Yambu in attracco a Genova

Antonio Petrone 20-5-2018    E’ strano, ma apprendendo questa notizia, mi sorge sempre più un dubbio: siamo per cosi dire un popolo di “ebeti patentati” oppure abbiamo creduto a dei principi espressi nella Costituzione, dei quali tutti gli ultimi governi se ne sbattono .. Non mi stancherò mai di citare l’art. della Carta Costituzionale: all’art. 11 della Costituzione che, come più volte intimato da Napolitano, va letto per intero per comprenderne l’esatta portata. Perché è vero, sostengono i fedelissimi delle risoluzioni ONU, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali“, però… c’è un però. Sempre nello stesso articolo, infatti, dopo un punto e virgola, si dice che l’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo“. “Consentire, promuovere e favorire“. Questa la formula magica che vincola l’Italia alle scelte, anche di tipo militare, avallate dalla comunità internazionale. Ma ciò che manca alla formula magica, per essere completa, sono le “condizioni di parità” che di fatto impediscono, a chi è animato da buone intenzioni nei confronti di tutte le ingiustizie del mondo, di non rendersi complici delle sole iniziative militari che nulla hanno a che vedere con le questioni di tipo umanitario. Come ben tutti sanno, infatti, di tutto vige all’ONU, meno il principio della parità. Ci sono alcune nazioni, di cui l’Italia non fa parte, che possono utilizzare il potere di veto per bloccare qualsiasi iniziativa dell’ONU. In tali condizioni, parlare di automatica adesione alle deliberazioni dell’ONU, quali che siano, ha ben poco senso, visto che alcuni stati possono votare più di altri. La lista dei veti posti dagli USA e dalla Russia, tanto per non fare eccezioni, è lunghissima. Pure per le bombe a frammentazione lanciate dagli israeliani sul carcere a cielo aperto di Gaza, non ci fu il modo per attuare un minimo intervento di tutela per la popolazione palestinese. Ma al di là della politica dei veti vigente all’ONU, ci sono alcune Nazioni che alla “forza della ragione” possono far valere “la ragione della forza”. Per cui, se l’ONU le segue nelle loro avventure di guerra, tanto di guadagnato in termini di legittimazione; se non le segue, c’è la vicenda irachena che insegna. L’ONU non autorizzò la guerra degli USA all’Iraq di Saddam? Ecco quindi che la guerra viene fatta lo stesso, senza incorrere in alcuna sanzione e con l’ONU relegata, in seconda battuta, ad un mero ruolo di fotografo della nuova situazione. E così facendo, paradossalmente, l’ONU finisce con il legittimare, a posteriori, l’occupazione militare conseguente al conflitto non autorizzato. E questo è quanto è appunto avvenuto in Iraq, con una massiccia occupazione di forze militari straniere con il compito, riconosciuto dall’ONU, di ristabilire condizioni di sicurezza secondo gl’interessi e i parametri decisi da chi la guerra l’aveva, unilateralmente, iniziata. Ecco, questa è l’organizzazione internazionale che, in condizioni di (dis)parità tra gli Stati, ancora una volta viene utilizzata per far quadrare i conti con l’art. 11 della Costituzione. Non sempre, però. Il dubbio che l’ONU qualche volta possa prendere una cantonata, o che sia costretta ad agire in un certo modo in conseguenza della diversità di peso che i singoli Stati possono esercitare, fa sì che l’art. 11 qualche volta torni ad essere interpretato per quello che realmente dice e, quindi, al di là di quanto deciso dalle organizzazioni internazionali, non può mancare un giudizio di merito circa l’effettiva natura dell’intervento militare, per cui alla fine si va via dall’Iraq, ma non si sa bene perché si rimane in Afghanistan. L’Art. 11, peraltro, anche nella parte per la quale giunge l’invito a leggere con maggiore attenzione, specifica chiaramente che l’Italia consente alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni. Assicurare la pace e la giustizia FRA le Nazioni, è però cosa ben diversa dall’assicurare la pace e la giustizia Nelle Nazioni. Che piaccia o no ai padri costituenti l’idea di esportare la democrazia con la forza delle armi non piaceva, tant’è che hanno  precisato l’ambito entro il quale, eccezionalmente, l’Italia può consentire limitazioni di sovranità. Per quanto, quindi, Gheddafi o i talebani potevano risultare antipatici ed indigeribili al pari dell’ISIS la nostra Costituzione vieta l’uso delle armi per sostituirli con qualcuno o qualcosa di più simpatico, anche se a dirlo è l’ONU o qualsiasi altra organizzazione internazionale. La nostra Costituzione non vieta, però, altri strumenti per rendere la vita difficile a tutti i dittatori di questo mondo. Ma per l’appunto, come già fu per Saddam Hussein, anche con Gheddafi oggi ci si dimentica che si è passati dalla politica degli affari (non solo da parte italiana) alla politica delle armi. Anzi, sino a ieri l’altro, si era tutti contenti, o si faceva sostanzialmente finta di nulla, di fronte ai modi barbari con i quali Gheddafi ha garantito i confini europei dall’immigrazione nord africana. Si era contenti di come Israele bombardasse i Palestinesi(e lo fa ancora), ma parallelamente si fornisce di armi l’Arabia Saudita attraverso la commercializzazione di armi italiane e apparati di intercettazione satellitare con gli Emirati Arabi Uniti, per scatenare (come già affermato in un precedente  mio articolo)il conflitto  nello Yemen. Di fronte a queste politiche del passato mi sarei aspettato un inversione di rotta dal M5S e da chi ricopre un determinato incarico istituzionale alla Difesa, invece da mesi devo(dobbiamo) assistere alle pubblicità di armi e all’ibtenzione chissà di fare in futuro un expò  nazionale, dove si commercializzeranno magari anche vettori nucleari e sistemi missilistici. Ora cari  amici, vorrei sapere di grazia dov’è finito lo spirito di rivolta del M5S contro le guerre insensate e il mercato di armi. Dove sono coloro, che protestavano sui tetti di Montecitorio contro l’invio di truppe e armamenti nei vari conflitti voluti dagli USA avallati da O.N.U.(che con gli U.S.A. è ceca e sorda)? Dove si sono cacciati gli accusatori del PD del 2013, che appoggiava tale commercio e tali conflitti? Forse al Bar? Oppure in giro per caserme  a parlare di cazzate? E intanto oggi a testimonianza del mio articolo di due mesi fa, ecco che si materializza a Genova pronta per  caricare  delle voluminose casse della Teknel contenente sembra non come dice la registrazione (componentistica x generatore elettrico) ma ben altro… Tiro a indovinare, che dite? Sistemi di puntamento a guida laser e nuovi drone? La nave in questione è il cargo Bahri Yambu, il cargo battente bandiera saudita che, da quanto trapelato, sarebbe carico di armamenti destinati a Riyad pronti all’utilizzo nella guerra in Yemen. Ecco quindi, che la totale impreparazione di chi dovrebbe conoscere i dettagli di questa  vicenda mi porta ad assumere un senso di totale “schifo” per la compagine ministeriale prima e per il governo intero dopo. Lo sanno anche i nani che la Teknel stipula contratti con la NATO. Quindi perché negare l’evidenza? La stessa Guardia Costiera ligure fa sapere che non è la prima volta che la nave attracca ed effettua operazioni di carico e scarico nel porto di Genova, ma che forse fino ad oggi non si era al corrente di ciò che trasportasse. Questo la dice molto lunga sulla totale ignoranza di chi ricopre incarichi istituzionali al Ministero della Difesa in quota M5S. Invece di negare le cose sarebbe meglio dire le verità nascoste e chiudere il tutto dicendo, che alcuni principi del 2013 sono andati a farsi benedire oppure , che servivano solo a prender voti per sedersi  in parlamento. Sarei molto più contento di una schifosa verità che di una tremenda bugia.

P.S.  Prima di lauree altisonanti e di incarichi mostruosi, bisognerebbe capire di  1) politica internazionale 2)leggere manuali di  politologia;3)conoscere le realtà mediorientali da vicino… forse si eviterebbero ulteriori figure di m… come paese che predica la “pace” e finanzia poi le guerre…con industria degli armamenti…