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La memoria vacillante dell’asse PD-PDL contro l’inesperienza di un neo Premier

Il  Presidente Conte e Del Rio

Antonio Petrone 7-6-2018  Nella mia lunga esistenza (sono nato nel 1973) ho trovato sempre fastidiosa la polemica a tratti stucchevole fatta da oscuri e insignificanti presunti leaders politici di ogni schieramento, ma purtroppo devo costatare come questa pratica ancora una volta venga attuata da chi ha perso moralmente e politicamente il consenso dei cittadini italiani.  Ieri durante la presentazione del neo governo alla Camera e alla sua approvazione su un lapsus del neo presidente la bagarre del PD è esplosa attraverso le stilettate di Del Rio con parole urlate “Piersanti si chiamava e fu ucciso dalla Mafia”. Ora posso anche comprendere, che ciò appartiene alla dialettica parlamentare, ma agli Italiani  è arivato un messaggio diverso del tipo “uno che non sa queste cose che Presidemte è”…..

Se però vogliamo e dobbiamo fare un discorso sui lapsus fatti dall’ex governo non basterebbero 100 volumi, ma ne cito solo alcuni: il caso dei Marinai Italiani dimenticati per tre anni e il rimpatrio di una donna Alma Shalabayeva  a tutt’oggi non si sa ancora per quale motivo. Più assurdo è stato sentire da che pulpito arrivi il richiamo, da un signore chiamato Del Rio (laureato quanto vuoi, ma affarista)che ha provveduto a voler risaltare la figura di Piersanti Mattarella  come vittima di Mafia, quella stessa organizzazione che lo vede coinvolto in un inchiesta in Basilicata con esponenti del clan Cutro.  Al di la di questo cosa ci si poteva aspettare da uno che prima dell’accusa del 2016 era stato chiamato gia nel 2012 per indagini inerenti sempre la malavita stavolta  la Ndragheta coinvolta in strani appalti a Reggio Emilia. Cosa ci si può aspettare da chi in origine formatosi politicamente nell’associazionismo di sinistra nel lontano 2009 si dichiara del Partito Popolare e poi aderisce come candidato sindaco alla corrente del PD chiamata “Margerita”. Un ambiente dove si sono riciclati buona parte degli ex DC.   Coinvolti in vari scandali e legati a doppio filo con la Malavita.

Quella stessa DC che lo stesso  Pio La Torre (magistrato Antimafia) nel lontano 1976 in una relazione di minoranza presentata dall’allora PCI in seno alla commissione Antimafia: “pagina 575, La Torre analizza il passaggio di campo della mafia dal 1948 al 1955, proprio gli anni in cui cresce il potere di Mattarella padre. “La Regione siciliana fu impiantata da uno schieramento politico che era l’espressione organica del blocco agrario e del sistema di potere mafioso”. Nella pagina precedente La Torre spiega “verso quali forze politiche si orientarono le cosche mafiose” dopo il tramonto del separatismo.    Una parte, fu la risposta, “si orientò verso la Dc… uomini come Aldisio, Milazzo, Alessi, Scelba, Mattarella… era la doppia anima della politica che la Dc seguirà negli anni successivi: da un lato, un programma di riforme e di sviluppo democratico e dall’altro un compromesso con i ceti parassitari isolani”. All’epoca della polemica o Sergio Mattarella non aveva capito o faceva finta di non capire.  Mattarella padre artefice, insieme agli altri, del passaggio di pezzi del potere mafioso dentro il grande alveo della Dc.”

Da questo si evincono chiaramente 2 cose: 1a)Il neo Premier può essere inesperto in alcuni atteggiamenti non un grande oratore, soffrire di lapsus Freudiani, ma non certo falso come buona parte degli ex Dc reciclati.  2a)Piersanti Mattarella può anche aver pagato con la vita i suoi propositi di fare pulizia all’interno della DC, ma eleggere lui e la sua famiglia come non conoscitori dell’ infiltrazione Mafiosa all’interno della DC Siciliana e negli apparati dello Stato è troppo. Umanamente dispiace, ma il La Torre non era ne pazzo ne sognatore se aveva un giudizio non proprio positivo su Bernardo Mattarella tant’è che per quelle indagini ha pagato con la vita.

Quindi il buon Del Rio pensi prima a studiare la relazione La Torre visto che nel 1976 era un giovincello, si acculturi e poi forse concorderà che non ricordare l’epopea Mattarella non  è un delitto visto che erano tutt’altro che all’oscuro di quello , che accadeva in Sicilia. La mia non vuole essere ne una polemica contro Del Rio ne contro il Presidente Mattarella, ma solo il racconto di una politica che neanche lo stesso laureato Del Rio conosce ..Urla a Conte di non essere un Pupazzo lui che dal 2012 è un burattino nelle mani del PD e della famiglia Cutro… Non c’è che dire caro Del Rio…. Da oggi sarai il mio bersaglio preferito per ogni discorso che farai. Rintuzzerò  colpo su colpo le tue analisi fasulle e i tuoi non ricordo…